Facebook

pinterest

1. In quale anno hai iniziato ad insegnare al Boccioni?
2. Per quanti anni? Fino alla fine della carriera? 
3. Che atmosfera-situazione hai trovato nella sede (spazi, colleghi, studenti, dirigenza e personale) quando sei arrivato e poi quando hai concluso il percorso da docente?
4. Quale classe intesa come “aula”  era la tua “preferita” e perché?
5. Ci sono stati percorsi di studenti o classi o risultati didattici che ritieni particolarmente significativi?
6. Aspetti peculiari del Boccioni che puoi individuare (dal punto di vista sociale, culturale, didattico...).
7. Fare l’insegnante ti ha cambiato come persona e come artista?

 

1 - Il mio primo anno d'insegnamento è stato il 1971/72, e conclusi il percorso scolastico nell'agosto 2006, svoltosi ininterrottamente.
La scuola era una sezione staccata del Liceo Artistico di Venezia. Con molte probabilità la presidenza di allora era del Maestro Alberto Viani, docente di Scultura all'Accademia di Belle Arti a cui il LAS era connesso. Mi fu dato l'incarico immediatamente, sulla base di una documentazione artistica che consisteva negli elaborati svolti come alunno di scultura, in uno studio "disegnato" sulle simmetrie e poco altro.
La nostra sede era situata al primo piano della chiesa S. Gaetano. L'aula di Figura Disegnata in cui insegnavo era situata proprio sopra la chiesa. "Partecipavamo" indirettamente ai riti religiosi e anche i fedeli ai nostri "sacri" intervalli. Il parroco ci fece giustamente pù volte notare che eravamo affittuari eccezionalmente ospitati per intercessione di ... e dovevamo avere un minimo di rispetto.

L'anno successivo la scuola fu temporaneamente trasferita  nella sede di S.Lorenzo, in attesa della collocazione ai Marzottini. Per capire l'atmosfera, riporto un episodio. L'aula in cui insegnavo era al primo piano ed era illuminata da due tre belle finestre che davano sul cortile interno. I ragazzi si disponevano come d'abitudine con le tavolette intorno all'oggetto da disegnare occupando tutto lo spazio della stanza e rendendo difficoltoso anche per me l'accesso alle loro posizioni. Una mattina vidi passare un ragazzo fuori dalla finestra. Impossibile! No. Camminava sul cornicione esterno ad una altezza di 6 metri circa. Mi disse poi che aveva bisogno del temperino e il modo più semplice per raggiungerlo era passare da fuori le finestre.

Per capire la vitalità (a volte ai confini con l'anarchia) della scuola ricordo che un paio di insegnanti si presero a pugni (non so per quali futili motivi, di certo però c'era di mezzo la politica) suscitando lo scandalo della cittadinanza (dovrebbe esserci un articolo sul giornale locale).

Essendo al primo incarico scolastico, non avevo nessuna esperienza didattica. Potevo basarmi sui metodi d'insegnamento dei miei professori e inventarmi qualcosa. Come alunno ricordo le piacevoli e istruttive uscite didattiche a Venezia nelle ore di ornato e figura a disegnare interni ed esterni di chiese stupende. Si concludeva con una visitina al "bacareto par un'ombra e un cicheto". Così per me fu naturale fumare in classe, portare gli alunni a disegnare all'aperto, invitare gli amici in aula. Invitai anche l'amico (e successivamente poi collega) Giorgio Fabbris ad esporre le sue idee sull'arte e lo fece con entusiasmo. Meno entusiasta di questo evento fu un genitore che improvvisò immediatamente una assemblea dei genitori alla quale fui invitato. Dovetti scusarmi per l'accaduto, e promettere di non ripetere episodi simili.

Spaventato da questo evento, in seguito portai un gruppo di alunni di 1A a vedere la Biennale di Venezia di domenica, evitando di interferire con faticose richieste di autorizzazione alla sede di Venezia. 

Il riportare questi episodi può suggerire che la situazione iniziale fosse disastrosa e per certi aspetti potrà esserlo stata. Tuttavia il mio intento è mettere in evidenza una notevole libertà di movimento.

La differenza d'età tra me e gli alunni era di pochi anni, perciò era poco sostenibile un rapporto formale distaccato, e facile instaurare un rapporto per così dire di amicizia, che in alcuni casi si è mostrata reale e portata avanti finora. La mia prima classe fu notevole per il senso di vitalità, libertà, amicizia, vissuta tra i compagni e aggiornata finora con ritrovi più o meno al completo di tutti i compagni.

 

Durante i molti anni seguenti ebbi pochi ruoli significativi all'interno del mondo scolastico. Feci parte per qualche anno del consiglio d'istituto e fui un entusiasta collaboratore del prof. Danilo Balestro nella gestione delle mostre del liceo.

Tuttavia un aspetto creativo l'ho messo nel presentare non so in quale anno un programma didattico "disegnato" realizzato nelle due pagine finali anche con la parteciapazione di un paio di colleghi, Riccardo Curti e Ottavio Girardello, durante i tempi morti di un collegio. Le immagini sono in http://pigicremasco.it/didattica, menu programmi disegnati. (Eccole qui sotto, per capire, ma non occorre pubblicarle)

pagina01.gif  pagina02.gif  pagina03.gif  pagina04.gif 
 pagina05.gif  pagina06.gif  pagina07.gif  pagina08.gif

Qui preferirei inserire il punto "7. Fare l’insegnante ti ha cambiato come persona e come artista?", con qualche considerazione, esplicitata visivamente in https://pigicremasco.it/index.php/moduli,

Le pagine visibili in questa sezione sono costituite da appunti didattici che si fondono con studi personali. Negli appunti ho riportato, senza mai citare le fonti, ciò che ha un riferimento più o meno diretto con la modularità e con altri temi di interesse didattico (solidi, alfabeto, appunti da Rudolf Arnheim). Sono anche il frutto di una profiqua collaborazione con l'allora collega Giorgio Spiller, di cui sono riportate alcune pagine. Un libro come "Visibili Armonie, Arte Cinema teatro e Matematica" di Michele Emmer può fornire un valido ed esauriente approfondimento ed una adeguata bibliografia.

I fogli sono a quadretti da un centimetro.
Altre pagine di carattere didattico sono presenti all'indirizzo pigicremasco.it/didattica.

Metto qui sotto qualche pagina d'esempio, ma può essere sufficiente il link

Cattura_02.jpg

Cattura_03.jpg

 
Qui potrei mettere qualche osservazione sulle presidenze e una mia (eccezionale) posizione categorica contro la proposta di assegnare ad un unico docente l'incarico di insegnare ornato e figura nella stessa classe, per 20 ore totali. Anche sul passaggio drammatico del Boccioni all'interno del polo dei licei

Quando il computer entrò nel mondo scolastico, verso l'anno ..., ero l'unico o quasi che aveva qualche confidenza con questo strumento. Pure amandolo incondizionatamente per motivi personali , capivo anche le difficoltà degli amici e colleghi. Si trattava di rimetterci a studiare, adattarci a guardare nello spazio elettronico inscatolato sempre oltre il monitor, di togliere tempo da qualche parte per metterlo qui, con tutti gli inconvenienti dovuti a strumenti e connessioni al limite della sufficienza (era all'ordine del giorno il pc che non andava...). Non fu certo rilevante la spesa riservata all'acquisto e aggiornamento informatico  e condizionava l'efficienza e la validità del risultato finale. E infine il conflitto tra spesa publica e privata. Chi personalmente non era attratto dall'informatica non capiva perché dovesse investire soldi suoi per un aggiornamento richiesto dalla scuola e dunque si aspettava che fosse quest'ultima ad investire per lui.

Intuivo, ma non volevo crederci, che l'informatica applicata alla gestione amministrativa ci avrebbe sommersi sempre più di carte reali e virtuali, le prime già più che abbondanti prima del suo avvento. Ridondanza di documenti come in un socialnetwork, una mania italiana verso l'infinitesimo cavillo? ...

Poiché nessuno capiva, mi fu assegnato volentieri l'incarico di fare e gestire il sito del Boccioni, poi esteso al sito del polo liceale.

Qui metto la pagina del sito del LAS Boccioni prima di Guerra e

ci tengo veramente che venga pubblicata

sito_LAS_prima_di_Guerra.jpg

Questa è la rara immagine di una pagina di prova del sito da cui si sarebbe potuto spedire a chiunque l'immagine di un elaborato pubblicato. Ma nessuno era interessato, io poco, al servizio postale e dunque lo tolsi. 

Era un sito ben strutturato in html e asp. A mio giudizio, e all'epoca, fra i più belli funzionali e funzionanti d'Italia. Chi altri poteva dirlo? Al momento nessuno. Poi arrivò un preside e disse che l'avrebbe fatto lui più funzionale e lo fece a sua immagine e interesse privato. Il mio cadde prima menomato (eventuale spiegazione...) e poi in oblio. Ora suppongo non esista traccia nell'archivio informatico dei licei ...

GRAFICA INFORMATICA. Le pagine al link http://www.pigicremasco.it/didattica/ danno un'idea del lavoro svolto sia da parte mia che degli studenti.

LOGO. Mi sorprende vedere ancora il logo, e l'iconcina della pagina web, da me creati, nel sito attuale dei licei, strutturato secondo le vigenti disposizioni ministeriali. Astronomici mutamenti nel web e nella scuola! Aveva ragione il prof. Egidio Pretto a dire, nel 2007, che le parole nel logo erano poco leggibili. Non riuscii a soddisfare la sua richiesta di renderle più leggibili. Troppo delicata l' operazione da fare con bisturi grafico, e poi ero già in pensione. Non capisco perché il mio logo esista ancora. Pur mantenendo una sua efficacia, ora mi sembra fuori posto. Sarebbe il caso che venga creato ex novo adeguandolo al formato imposto dall'attuale modello del sito. Suggerisco un bel concorso (previo modulo d'iscrizione, requisiti minimi, per fasce orizzontali, livelli strutturati ma intercambiabili, assunzione di responsabilità, parità di genere interpolata, beneplaciti, deroghe) aperto agli studenti del Boccioni. Meglio forse a tutti del polo. Ma perché no anche a tutti i genitori? Può darsi allora che si trovi una buon'anima che lo faccia gratis et amore dei.

 

 

 

JSN Boot template designed by JoomlaShine.com